MINDFULNESS

Tutti dovrebbero praticare sedute di Mindfulness da soli o in gruppo.
Praticare Mindfulness vi porterà un calo di stress, consapevolezza di voi stessi. Vi aiuterà ad affrontare le problematiche della vita con distacco maggiore e minor spreco di energia nel pensare continuamente alla vostre problematiche.
Con il Mindfulness riuscirete a trovare soluzioni ai problemi in tempi minori e con minore tensione interiore.

Mindfulness: che cos’è?

Seduta di Mindfulness

Mindfulness significa portare attenzione al momento presente in modo curioso e non giudicante (Kabat-Zinn, 1994). E’ quindi un processo che coltiva la capacità di portare attenzione al momento presente, consapevolezza e accettazione del momento attuale (Hanh, 1987).

Gli elementi costitutivi della Mindfulness, che emergono dalle definizioni riportate sopra (consapevolezza e attenzione) evidenziano quale sia la finalità della pratica Mindfulness, e quindi la sua tensione etica.

L’obiettivo è quello di eliminare la sofferenza inutile, coltivando una comprensione e accettazione profonda di qualunque cosa accada. Secondo la tradizione originaria, la pratica della Mindfulness dovrebbe permettere di passare da uno stato di disequilibrio e sofferenza ad uno di benessere. Grazie ad una conoscenza profonda degli stati e dei processi mentali.

In Italia la mindfulness sta andando incontro ad una notevole diffusione e su internet.
Personalmente mi piace definire la mindfulness una “filosofia di vita”, un modo di approcciarsi e vivere la realtà, la quotidianità.

La storia

La “filosofia” mindfulness “nasce” in Oriente dai monaci tibetani ma è stata colta e protocollata, in percorsi ben definiti, da Kabat Zinn. Un biologo che si era stancato di stare nel suo laboratorio e che ha cominciato ad incuriosirsi degli effetti positivi di questa pratica.
Innanzitutto occorreva che la pratica fosse accessibile alle possibilità psicologiche e fisiche dei pazienti, o comunque facilmente adattabile a condizioni mediche particolari. Questo significava, per esempio, proporre tempi, concentrazione e movimenti compatibili con condizioni di sofferenza di varia natura dei partecipanti. Si è inoltre ritenuto importante evitare pratiche dissonanti rispetto alla cultura e allo stile di vita occidentale, poiché questo avrebbe probabilmente ridotto la volontà di partecipare agli incontri e soprattutto di praticare individualmente tra un incontro e l’altro.

Soffioni  di più colori indicano il vivere la vita con leggerezza

PROTOCOLLI MINDFULNESS

Il primo protocollo mindfulness nasce per la riduzione dello stress.
Il protocollo Mindfulness Based Stress Reduction (MBSR) nasce dal lavoro di Jon Kabat-Zinn a partire dagli anni Settanta. Il programma di intervento è stato ideato per pazienti affetti da dolore cronico o malattie terminali ma è stato in seguito applicato con successo ad altre condizioni cliniche (fisiche e psicologiche). Il programma originario è stato mantenuto nella sua struttura fondamentale.

Sono previsti 8 incontri con frequenza settimanale della durata di circa due ore e mezza. A ciò si somma una giornata intensiva di pratica, della durata indicativa di otto ore, nella seconda metà del programma. Il programma prevede un gruppo, in genere composto da 30 persone, tra cui due istruttori che abbiano un adeguato profilo professionale.
Da quel momento in poi sono nati diversi protocolli, dedicati non solo allo stress ma anche ad altre aree e ad altre problematiche, ad esempio quella alimentare (mindful eating).

Il successo del Mindfulness Based Stress Reduction ha fatto sì che anche in ambito cognitivista si diffondesse un certo interesse per le pratiche di consapevolezza come strumento clinic. In effetti, mindfulness e cognitivismo avevano, se non altro, un comune interesse per il ruolo che i nostri pensieri giocano su emozioni e comportamenti.

Mele a forma di cuore

Cosa significa

E’ la traduzione in inglese della parola Sati, che nella lingua pali (lingua liturgica del Buddhismo), si riferisce all’espressione “attenzione consapevole”, “consapevolezza”, “strada per giungere alla riduzione delle sofferenze umane”.

Letteralmente l’ideogramma completo si riferisce all’atto di vivere il momento presente con il cuore. Secondo la definizione di Jon Kabat-Zinn, Mindfulness significa “porre attenzione in un modo particolare: intenzionalmente, nel momento presente e in modo non giudicante” .

Atteggiamento Mindfulness

Noi nella maggior parte della nostra quotidianità siamo poco mindfulness, cioè tendiamo ad essere guidati più dal “pilota automatico”. Per pilota automatico si fa riferimento a tutti quegli schemi abituali e automatizzati che utilizziamo per fronteggiare la realtà. Attraverso questi schemi siamo più portati a reagire alle situazioni, invece di scegliere, in maniera consapevole, il modo in cui comportarci e vivere la realtà. Questo, ad esempio, è particolarmente vero per le persone che soffrono di disturbi alimentari, di fame emotiva e che, in preda al pilota automatico, usano il cibo come canale privilegiato per auto-consolarsi e controllarsi.
Con il Mindfulness si svincola la mente dalle abitudini che risultano essere fonte di stress.

Sviluppare un atteggiamento mindfulness nella vita di tutti i giorni è dimostrato scientificamente influire in modo assai positivo sulla nostra capacità di gestire le situazioni difficile della vita e nel ridurre e gestire meglio lo stress.
Come sostiene Chiesa (2013) nella prospettiva della tradizione buddista la mindfulness è consapevolezza lucida di ciò che sta accadendo in campo fenomenologico. Lo sviluppo di tale abilità è connesso alle pratiche meditative, sia di tipo concentrativo che di tipo ricettivo. Il praticante deve familiarizzare con entrambe le prospettive, imparando così ad ancorare la mente all’esperienza presente, liberandosi da proiezioni, incomprensioni ed errori. Un’attitudine di accettazione facilita il processo e al tempo stesso ne è una conseguenza.

La lotta ai pensieri ripetuti

Il pensiero ripetuto, continuativo che determina l’innesco dei circoli viziosi può essere a sua volta ricondotto ad una modalità di pensiero più ampia, quella cioè del ‘fare’.
La modalità del fare produce di frequente risultati brillanti come strategia per risolvere problemi e raggiungere obiettivi nel mondo esterni.
Poiché è molto difficile riuscire a ridurre la discrepanza tra la realtà e ciò che si desidera in tempi brevi, la mente ripete a oltranza queste valutazioni, innescando la ruminazione che poi conduce alle ricadute depressive. Quando la mente segue la spinta a fare, perde il contatto con l’esperienza presente: proprio mentre cerca di affrontare un problema, si allontana dalla soluzione perché non riesce a cogliere i segnali che il corpo invia.

Considerato che questa modalità di pensiero è una risposta frequente alle emozioni che si sperimentano quotidianamente, è possibile cogliere queste occasioni come possibilità di esercizio. La mindfulness propone di sperimentare la modalità dell’essere, che non è uno speciale stato in cui ogni attività cessa, bensì una prospettiva decentrata che consenta di slegarsi dalle consuete modalità di risposta, automatiche e involontarie, che tentano di allontanare lo spiacevole e trattenere il piacevole.

Mindfulness nei bambini

Il Mindfulness dovrebbe essere praticato nelle scuole.
Gli interventi basati sulla mindfulness possono aiutare i bambini in difficoltà e possono porsi come strumento indispensabile per l’apprendimento delle competenze prosociali, di tolleranza della frustrazione e di promozione della capacità cognitive utili.

Se le pratiche di meditazione in età precoce possono essere simili a quelle degli adulti, le modalità e i tempi devono essere differenti. A questo proposito, Fabbro propone, con i bambini più piccoli, di strutturare le sedute di meditazione in modo che siano molto brevi. Gli esercizi devono essere semplici e adeguati alle capacità dei bambini; alla fine della meditazione è opportuno dedicare uno spazio per la condivisione delle esperienze, per poter esprimere le proprie difficoltà e discuterne. Inoltre, a seconda delle varie fasce d’età (5-8, 9-12, 13-18 anni) il mindfulness deve essere adattato.
Molto importante, trasversalmente alle diverse tecniche e agli esercizi proposti, è aiutare i bambini a diventare consapevoli delle proprie emozioni.

Mindfulness e scuola

Uno studio condotto presso la University of British Columbia ha recentemente indagato l’effetto dell’inserimento di alcune semplici pratiche di mindfulness e di esercizi che insegnano a prestare attenzione agli altri all’interno di programmi scolastici, volti a favorire lo sviluppo di abilità sociali ed emotive.
Dallo studio è emerso come i bambini che avevano preso parte a questo programma fossero capaci di mettere in atto strategie di regolazione dello stress più efficaci. Erano più ottimisti e collaborativi con gli altri rispetto a bambini loro pari inseriti in un programma simile ma nel corso del quale non era previsto l’insegnamento di alcuna pratica di mindfulness.

Mindful Parenting (MP), aiuta molto a superare tensioni e problematiche relazionali nelle famiglie.
I genitori imparano a essere completamente presenti, in maniera non giudicante, nel qui e ora con il figlio; ad accogliere e rispondere, piuttosto che reagire negativamente di fronte ai suoi comportamenti inadeguati; ad accettare le sue problematicità; e infine a prendersi cura di se stessi. Poter affrontare e superare lo stress, per i genitori, è un traguardo importante perché, a casa, è loro compito incoraggiare i figli a fare meditazione, sia singolarmente sia insieme.

Disturbi alimentari nei bambini

La mindfulness potrebbe risultare un utile strumento anche nella lotta ai disturbi alimentari dei più piccolo. Come testimonia la letteratura scientifica, la pratica di consapevolezza è efficace nell’aumentare l’inibizione e diminuire l’impulsività. L’obesità e i comportamenti alimentari non salutari sono associati ad uno squilibrio tra le connessioni nel cervello che controllano l’inibizione e l’impulso. la mindfulness potrebbe contribuire a trattare o prevenire l’obesità infantile.
La mindfulness è ottima per controllare l’impulsività a mangiare troppo.

Mindfulness e gravidanza

Durante la gravidanza, lo stress e un basso tono dell’umore possono interferire nella relazione madre-neonato e nello sviluppo del bambino stesso, aumentando in modo considerevole il rischio di disturbi dell’umore post-natali.
Essere futuri genitori durante la gravidanza è fondamentale per il benessere del feto e del futuro bambino.
Ormai è riconosciuto scientificamente l’importanza della vita intrauterina per lo sviluppo di una sana personalità futura.
Anche nel post-partum il mindfulness aiuta a gestire lo stress del cambiamento dei rapporti tra partner e del uovo rapporto a 3 individui.